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Una risposta dall'innovazione: Astrathink.
08 Aprile 2016 -

Una risposta dall'innovazione: Astrathink.

La “Globalizzazione” dei mercati tradizionali e le sue pericolose imperfezioni; Una risposta dall'innovazione: Astrathink.

La “Globalizzazione” dei mercati tradizionali e le sue pericolose imperfezioni; Una risposta dall'innovazione: Astrathink.


Pensare di parlare di economia contemporanea, in un mondo così frenetico ed incontrollabile, non è semplice. Mi accorgo che di fronte ad un classico problema economico, la “crisi”, esistono più definizioni, più soluzioni, più risolutori, ognuno con le proprie convinzioni e linguaggi (a volte contraddittori). Insomma, tutti sanno come fare, ma la realtà, come un treno, viaggia senza essere, minimamente, influenzata da tali sapienti, in quanto, evidentemente, condizionata da forze incontrolabili, ovvero, “forse”, controllabili da uno sparuto pugno di oligopolisti del denaro di dimensioni “mondiali”.
Ritengo, che l’economia mondiale, oggi, sia caratterizzata da due elementi fondamentali: un liberismo “falsato” rappresentato dall’idea di un “mercato” perfetto ed un fiume di denaro che circola sulle nostre teste, pronto ad essere investito e disinvestito con una velocità impressionante. Soffermandosi sul primo elemento, possiamo affermare che esso ha assunto dimensioni “mondiali”: se una azienda non riaggiorna i suoi schemi (in un’ottica globalizzata), a mio parere, ha una vita faticosa.
Ma, vi è da chiedersi, se questo mercato “globalizzato” funzioni alla perfezione. A mio parere, e non solo il mio, no!. Per definizione il mercato è l’incontro della domanda e dell’offerta, quindi, se un medesimo prodotto si posiziona con due prezzi diversi, il mercato è spietatissimo e non perdona: l’impresa inefficiente fallisce in un “nano” secondo. Ma una impresa può essere inefficiente anche contro la sua volontà in quanto colpa del diverso ambiente esterno in cui opera (normative nazionali differenti e infrastrutture disuguali).
Quindi, un mercato, per poter essere funzionante, deve essere regolamentato in maniera che ogni azienda, in qualsiasi parte del mondo sia ubicata, deve avere le medesime regole, ergo deve avere gli stessi costi. Diversamente, non potranno mai offrire prodotti con gli stessi prezzi.
Chiediamoci, in funzione di quanto detto ed in assenza di una rivoluzione (utopistica) che porti alla unificazione di tutte le regole in tutti i paesi del globo, se una azienda di uno stato iper-burocratizzato potrà mai competere ad armi pari con altre realtà del mondo? La risposta non può che essere “si”, ma in un solo mercato: quello che non c’è. Tradotto? l’unica risposta che oggi una politica industriale può fare è quella di investire nelle menti! Se lasciamo lavorare il nostro cervello, inimitabile, scopriremo che sono le invenzioni ad autocrearsi un mercato unico ed inimitabile, in cui il prezzo non esiste ancora, semplicemente perché non esistono competitors.
Fatta questa banale scoperta, rendiamoci conto che è l’unica possibile. E’ inutile cercarne altre!
Ma, se la strada è individuata, vi è da chiedersi se esiste un mercato dell’innovazione! Sicuramente si, ma vi sono tanti e numerosi elementi, a causa dei quali una idea vincente non si trasforma immediatamente in un prodotto o un servizio. Astrathink ha individuato i punti deboli di tale mercato: ridotta visibilità dell’idea, molte volte racchiusa nei confini nazionali dell’inventore, corposi investimenti dell’inventore e lunghi tempi di attesa per l’incontro con l’investitore. Astrathnik cerca di costruire tale mercato, dove gli inventori, per pochi euro e stando seduti a casa, vedranno eliminate tutte le loro preoccupazioni e perdite di tempo. Unico mercato in cui dalla ideazione dell’invenzione alla suo incontro con un investitore, possono passare pochissimi giorni, anzi, minuti.
L’Italia, finalmente, ha iniziato il proprio percorso in questa direzione. Una nuova politica, industriale e fiscale, per lo sviluppo e la competitività. Pietra miliare di questa iniziativa è il DecretoLegge 179/2012, noto anche come “Decreto Crescita 2.0”che ha introdotto, nell’ordinamento giuridico italiano, la “startup innovativa”, affiancandola con due strumenti sinergici che incentivano sia l’attività di ricerca delle imprese (credito di imposta: introdotto dal “decreto destinazione Italia poi sostituito dalla Legge di Stabilità 2015: L. 190/2014) sia la detassazione dei redditi derivanti dallo sfruttamento economico della ricerca posta in essere (patent box).
Ai prossimi articoli per illustrare tali corposi interventi.
Michele Pricchiazzi - socio fondatore -

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